Minorazioni civili: trasferimenti all'INPS

Come forse si ricorderà, la Legge 2 dicembre 2005, n. 248 prevede (art. 10) una misura che riguarda le procedure di riconoscimento dell’invalidità civile, della cecità civile e del sordomutismo. Vengono infatti trasferite all’INPS le funzioni di verifica attribuite precedentemente al Ministero dell’economia. Fino ad oggi, tutti i verbali delle Commissioni delle Aziende Usl, prima di essere consegnati al cittadino, devono essere approvati dalla Commissioni Mediche di Verifica del Ministero dell’economia. La Commissione può convalidare i verbali, oppure richiedere approfondimenti oppure convocare a nuova visita i cittadini. Inoltre poteva effettuare controlli periodici a campione…

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Regione Lombardia. Riordino residenzialità psichiatrica

Dal sito del Gruppo Solidarietà (http://www.grusol.it/) è possibile scaricare il PDF relativo al RIORDINO DELLA RESIDENZIALITÀ PSICHIATRICA IN ATTUAZIONE DELLA D.G.R. 17 MAGGIO 2004 N. VII/17513 “PIANO REGIONALE TRIENNALE PER LA SALUTE MENTALE” emanato dalla regione Lombardia.

Modalità e criteri per l’individuazione dell’alunno come soggetto in situazione di handicap ai fini dell’integrazione scolastica.

Dall sito del Gruppo Solidarietà (http://www.grusol.it/) è possibile scaricare il PDF relativo al REGOLAMENTO REGIONALE 8 marzo 2007, n. 6 tratto dal Bollettino Ufficiale della Regione Puglia – n. 37 del 14-3-2007.

Nel PDF vengono illustrate le modalità e i criteri per l’individuazione dell’alunno come soggetto in situazione di handicap ai fini dell’integrazione scolastica..

LA PERSONA DISABILE E LA SUA DOMICILIARITÀ UN PROBLEMA POLITICO E CULTURALE

Dal sito del Gruppo Solidarietà (http://www.grusol.it) è possibile scaricare in formato PDF le osservazioni alla proposta di legge dell’Onorevole Bellillo sul prepensionamento dei genitori dei disabili gravi e gravissimi scritte dall’Associazione La BOTTEGA DEL POSSIBILE.

Citiamo qui solo la conclusione del documenti che è possibile leggere per intero prelevandolo dal sito del Gruppo Solidarietà

NO allo STATO che si ritira scaricando sulla famiglia il peso usurante della cura, negando anche gli art. 2 e 3 della Costituzione.
La relazione alla proposta di legge infatti – come si è detto – recita:
“innanzitutto il soggetto disabile può avere una maggiore e migliore opportunità di essere curato e assistito nell’ambito familiare, invece di essere affidato ad appositi centri i cui costi ricadono sulla pubblica amministrazione, nelle sue varie diramazioni. Inoltre si avvia un consistente risparmio derivante dall’eliminazione dei costi dovuti per supplenze e per sostituzioni a causa delle inevitabili assenze dal posto di lavoro (oltre ai periodi di congedo previsti dalla normativa vigente)”.

SI all’ipotesi invece di riconoscere la facoltà del familiare che svolge il lavoro di cura di richiedere il riconoscimento del “lavoro usurante”, con la concessione del pre-pensionamento, come un beneficio in aggiunta e non alternativo ai servizi, che certamente dovrebbero essere garantiti alle famiglie: pertanto non un risparmio per le casse delle Stato bensì un aumento della spesa. L’anticipo della pensione dovrebbe riguardare coloro che si stanno avvicinando all’età pensionabile (55 o 60 anni); se supportati da servizi diurni i familiari che svolgono il lavoro di cura possono migliorare la qualità della loro vita e migliorare la qualità del tempo trascorso con la persona disabile.

E’ un problema culturale e politico su cui continuare a riflettere, insieme.

Bilancio di previsione per l'anno 2007 ed adozione del Bilancio pluriennale per il triennio 2007/2009.

Approvato il bilancio di previsione per l’anno 2007 e l’adozione del bilancio pluriennale per il triennio 2007/2009.

Dal sito del Gruppo Solidarietà (http://www.grusol.it) è possibile scaricare il PDF con la Legge Regionale 23 febbraio 2007 n.3 che ne illustra i dettagli e il PDF della Legge Regionale 23 febbraio 2007 n.3 relativo alle disposizioni per la formazione del Bilancio annuale e pluriennale della Regione (Legge finanziaria 2007).

" Su pe' Montesecco "

L’Anffas Onlus Jesi organizza il giorno 1 Aprile 2007 la 1° Camminata:

” Su pe’ Montesecco “

Manifestazione non agonistica aperta a tutti,
uomini, donne, anziani, bambini e cani al guinzaglio
Al termine saranno sorteggiati numerosi premi.

Questa “INIZIATIVA DI PRIMAVERA” a scopo benefico, è organizzata come raccolta fondi per la costruzione di una COMUNITA’ ALLOGGIO per persone con disabilità.

L’amore immenso dei genitori non basta, occorre il vostro aiuto

Il ritrovo sarà in via Fausto Coppi presso la rotatoria di Via del Burrone adiacente il campetto di calcio alle ore 15,00

Per informazione scrivici pure

In nessun caso all'amministratore di sostegno possono essere affidati completi POTERI di rappresentanza legale.

Dal Gruppo Soliderietà (http://www.grusol.it/) veniamo a conoscenza di una notizia pubblicata sul sito http://www.tutori.it

La Corte Costituzionale, con una importante ordinanza, ha evidenziato chiaramente una differenza sostanziale tra l’ufficio di protezione della tutela e quello dell’Amministrazione di sostegno.

In sostanza l’Amministratore di sostegno, sostiene la Corte Costituzionale, a differenza del tutore nei confronti dell’interdetto, non rappresenta il beneficiario ovvero non si sostituisce mai completamente, dato che l’amministrato mantiene sempre – pur a volte in maniera limitata – capacità di agire, tanto che deve essere sempre ascoltato da parte dell’Amministratore prima di prendere una decisione che lo riguarda.

Leggi l’intera ordinanza sul sito tutori.it

II Premio Letterario Internazionale: Visioni d'autore per la Rosa blu dell’Anffas

E’ ormai assodato come l’Handicap, ossia, la “ineguaglianza delle prestazioni” derivante da menomazioni o patologie a carico di una persona, sia in realtà commisurato non più e non solo dalla valenza di questa menomazione o disturbo, bensì dal fatto che la persona viva, operi, lavori in un ambiente sfavorevole o favorevole. E’ questa la “rivoluzione concettuale” operata dalla OMS (organizzazione Mondiale della Sanità), la quale, a mezzo della propria nuova classificazione delle disabilità ICF, (International Classification on Functionning of Health and Disability) ha stabilito questo criterio come modello valutativo delle inabilità.

L’Italia, fra l’altro, è i fra i primi Paesi al mondo a sperimentare questa nuova classificazione della disabilità. L’ICF è un criterio, approvato da 191 Stati, che intende superare l’approccio esclusivamente medico per un modello definito ‘biopsico-sociale’.

In altri termini, le persone con disabilità non dovranno più essere valutate solo in base allo stato di salute e alle cose che non sono in grado di fare, ma per le loro capacità e potenzialità e in relazione alle condizioni ambientali e sociali.

Dunque, un approccio positivo nei confronti della diverse abilità. In tale contesto una grande attenzione va riservata al disabile intellettivo e relazionale che presenta una disabilità “particolare” in quanto meno efficacemente rilevabile al primo sguardo e molto più dipendente dai fattori esterni ambientali classificabili come “favorevoli” o “sfavorevoli”, secondo le ultime indicazioni della classificazione ICF dell’OMS sopra richiamate.

La Disabilità è quindi una condizione di salute in un ambiente sfavorevole.

Garantire quindi i diritti umani e civili nel rispetto dei principi della piena integrazione e non discriminazione delle persone con disabilità, potenziare le loro autonomie e quindi la qualità di vita passa necessariamente attraverso un piano complessivo e coordinato che renda una comunità pienamente accogliente per tutte le persone a prescindere dalla loro condizione di “Disabilità” o presunta “Normalità.”

E’ di tutta evidenza, quindi, come il problema della disabilità sia, innanzitutto, un problema di ordine “culturale”.

Occorre, cioè, che i concetti dell’accoglienza, delle pari opportunità, dell’assistenza al disabile siano vissuti da tutti come “diritti naturali ed esigibili” e non come “ frutto di benevolenza” per permeare, in modo veramente efficace, non solo l’operato del legislatore, ma anche la corretta applicazione delle norme e l’intelligente programmazione dei servizi socio-sanitari.

Obiettivo

Il premio, nelle nostre intenzioni, ha il duplice valore di coinvolgere la società facendo circolare ed affermare il concetto di “disabilità come valore”, dando voce non solo a tutta l’Italia, unita nel “segno” dei valori Anffas, ma anche a quanti abitano nei Paesi del Mediterraneo, facendo della disabilità una “lingua comune” nel segno della Pace e della Universalità dei Diritti Umani.
Per far ciò si fa ricorso al processo di creazione artistica alle “visioni d’autore” dedicate alla Rosa blu perché questo è il logo rappresentativo dell’Associazione Anffas Onlus che, per statuto, è rivolta alla tutela dei Disabili Intellettivi e Relazionali.

Il raccogliere selezionare e premiare opere originali in poesia e in prosa sul tema della “disabilità come valore”, consente a nostro avviso, attraverso il predetto strumento artistico e creativo, espressivo di idee e di sentimenti, di attivare un “percorso positivo”, destinato a “porgere” con forza ed efficacia, ma diremmo persino con naturalezza, i concetti anche “pesanti” dell’accettazione della diversità, del dolore, della malattia, nel convincimento che ogni essere umano in quanto “uomo” è portatore di valore e che la sua funzione nella società, lungi dall’essere parassitaria è, al contrario, secondo un’etica, non solo cristiana – ma profondamente connessa al riconoscimento dei diritti umani – preziosa occasione di crescita.

Il successo della prima edizione ci ha convinto della necessità di dare continuità all’iniziativa, che ha dimostrato di costituire una concreta opportunità per “dare voce” a situazione troppo spesso avvolte, dal silenzio e dalla solitudine.

Puoi avere maggiori informazioni sul 2° Premio Letterario Internazionale: Visioni d’autore per la Rosa blu dell’Anffas andando sul sito: http://www.anffasicilia.net oppure scrivendo a:
Anffas Onlus Palermo, Via Monte Cuccio, 19 – 90144 Palermo, tel. 091 511735 – 3286495041 – email: info@anffasicilia.net, anffaspalermo@gmail.com

Abbattuti i paletti in difesa delle classi con alunni disabili

Sul sito del Gruppo Solidarietà (http://www.grusol.it) è stato pubblicato un articolo di Salvatore Nocera (Responsabile del Settore Giuridico dell’Osservatorio dell’AIPD sull’Integrazione Scolastica) relativo alla Circolare n. 19 del 13 febbraio 2007 del Ministero della Pubblica Istruzione.

Nella circolare si informa come sia cambiato il numero massimo di alunni disabili per classe prima che questa debba essere sdoppiata. Il numero che in precedenza era di non più di 25 alunni in presenza di 1 alunno con disabilità e con non più di 20 alunni in presenza di 2 o più alunni con disabilità, diventa rispettivamente di 27 alunni e di 22 alunni.

Leggi l’intero articolo sul sito del Gruppo Solidarietà

Compartecipazione al costo: importante sentenza del TAR Sicilia

Riprendiamo questa notizia dal sito dell’ANFFAS Nazionale:

In questi anni numerose sono state le occasioni in cui Anffas Onlus Nazionale ha posto in risalto le problematiche connesse alla compartecipazione al costo dei servizi per la persona (vedi anche ultimi numeri de “La Rosa Blu” – sezione scuola dei diritti.).
Tema questo estremamente importante soprattutto nell’ambito del servizi socio/assistenziali e del processo, in atto, di sempre maggiore integrazione anche dei servizi socio/sanitari. Non di rado si assiste a un tentativo di discarico da parte delle strutture sanitarie verso i Comuni e questi non avendo “a loro dire” le risorse necessarie, tentano, a loro volta, di scaricarne, per intero, i costi sulle famiglie (abbiamo notizia, per esempio, di richieste di compartecipazioni, per la frequenza di centri diurni, di oltre 50 euro al giorno).
Oltremodo grave è altresì il fatto che, la maggioranza dei comuni, in varie parti del territorio nazionale, nel determinare l’entità della compartecipazione, da parte degli utenti con disabilità grave al costo delle prestazioni sociali agevolate (ossia non rivolte alla generalità dei cittadini) fanno riferimento alla situazione economica dell’intero loro nucleo familiare attraverso l‘I.S.E.E. (Indicatore Situazione Economica Equivalente), e non già alla condizione economica della sola persona con disabilità.
I Comuni, quindi, non stanno applicando quanto previsto dall’art. 3 co. 2 ter del del D.Lvo 109/98 , come introdotto dall’ art. 3 co. 4 del D.Lvo n. 130/2000, trincerandosi dietro al fatto che mancherebbe, per la piena attuazione della normativa vigente, l’emanazione di un D.P.C.M. (Decreto Presidente Consiglio Ministri) di attuazione che fissi le relative differenti modalità di calcolo del reddito rispetto all’ISEE.

A fronte del permanere di tale situazione, fortemente “vessatoria” e “discriminate” volta, a scaricare (come ormai di consueto!) sulle famiglie tutto “il carico di cura” anche dal punto di vista economico, Anffas Nazionale, legittimata ad agire in giudizio in quanto Associazione di Promozione Sociale, unitamente ad Anffas Onlus Regione Sicilia e con il prezioso apporto degli Avvocati Giuseppina Floriana Pisani e Francesco Marcellino del Foro di Catania, ha deciso di perseguire anche la via giudiziale, schierandosi, a fianco di un gruppo di famiglie della Provincia di Siracusa, rispetto alle quali i comuni di appartenenza, facenti parte del distretto socio sanitario D48, avevano previsto, nel proprio regolamento, che si accedesse e compartecipasse al servizio facendo riferimento al reddito dell’intero nucleo familiare e pertanto con una compartecipazione al costo maggiormente onerosa rispetto a quanto dovuto e prevedendo addirittura l’ipotesi di esclusione dal servizio della persona con disabilità.

Il TAR Sicilia, con sentenza n. 42/07, riconoscendo la piena legittimazione, ad agire in giudizio, di Anffas Nazionale quale “portatrice degli interessi delle persone con disabilità e delle loro famiglie” ed accogliendo in pieno la tesi giuridica posta a base del ricorso, così si è pronunciato “……la situazione economica del solo assistito …. può essere direttamente applicata, anche a prescindere dalla mancata adozione del D.P.C.M….., trattandosi di prescrizione immediatamente precettiva, che non necessita di disposizioni attuative di dettaglio. “

A tal fine si ritiene opportuno ricordare la posizione di Anffas sulla materia:
1) non “pretendiamo”, ad ogni costo, la gratuità dei servizi;
2) laddove è prevista una compartecipazione, la stessa deve avere natura “simbolica” e “sostenibile”;
3) occorre sempre garantire che una congrua parte del reddito rimanga a disposizione della persona e della famiglia per le proprie primarie esigenze di vita e di autonomia;
4) in caso di connotazione di gravità si deve fare riferimento al solo reddito della persona con disabilità.

Leggi l’intera notizia sul sito dell’ANFFAS Onlus Nazionale