Frazionabilità dei permessi: nuove indicazioni INPS

Da parte di molti familiari viene espressa l’esigenza di poter frazionare in ore i tre giorni di permesso. La normativa istitutiva dei permessi lavorativi (articolo 33 Legge 104/1992) né le successive modificazioni precisano se i permessi mensili siano frazionabili o meno. Su questo argomento sono intervenuti, con proprie circolari, gli enti previdenziali. Prendendo a riferimento le disposizioni dell’INPS e dell’INPDAP, che assicurano la stragrande maggioranza dei dipendenti privati e pubblici, le indicazioni erano finora diverse.

Leggi la notizia completa sul sito Handylex

Emilia Romagna. Accreditamento sociale e sociosanitario

Sul sito del Gruppo Solidarietà è possibile scaricare il documento della Giunta della regione Emilia-Romagna relativo ai Criteri, Linee guida ed elenco dei servizi per l’attivazione del processo di accreditamento in ambito sociale e socio-sanitario

Un anno fa la scomparsa di Gianni Selleri

Riportiamo dal sito www.handybo.it:

Un convegno nel prossimo novembre, promosso da ANIEP, Comune e Regione, ne ricorderà la figura ed il contributo alle politiche sociali per la disabilità
Lo ricordiamo con questo suo contributo (documento DOC – 103 Kb) sul tema della famiglia della persona disabile.

Anziani non autosufficienti nelle Marche. Modificare il Piano sanitario regionale per garantire diritti e assistenza adeguata

Il Piano sanitario marchigiano 2003-2006 ha previsto per gli anziani non autosufficienti 2.500 posti letto nelle Residenze protette. Pochi, tenuto conto che secondo la Regione nelle case di riposo sono ospitati oltre 4.000 anziani non autosufficienti. Per i non addetti ai lavori occorre precisare che nelle residenze protette, rispetto alle case di riposo, viene garantita a carico del servizio sanitario l’assistenza infermieristica e sociosanitaria a cui hanno diritto tutte le persone non autosufficienti. Il che significa più assistenza e meno oneri per gli anziani ospitati nelle strutture.

Sempre in base alle norme regionali, nelle Residenze protette (RP) occorre garantire 100 minuti di assistenza sociosanitaria giornaliera (120 per l’Alzheimer) di cui 20 di assistenza infermieristica. All’utente, in questo quadro, spetta di pagare a regime 33 euro al giorno.

In questi anni, quanto previsto dalla Regione non si è realizzato: non si sono attivati tutti i posti letto di residenza protetta previsti, l’assistenza agli anziani nella gran parte dei casi si è limitata a garantire la metà di quanto dovuto e cioè solo 50 minuti di assistenza al giorno invece dei previsti 100 minuti e le rette per gli utenti hanno continuato a variare superando i 33 euro giornalieri previsti.

In questo quadro già di per sé insoddisfacente, il nuovo Piano sanitario regionale approvato recentemente dalla Commissione Consiliare fa fare addirittura dei passi indietro per quel che riguarda l’assistenza agli anziani non autosufficienti. Nel nuovo testo, infatti, non ci sono garanzie sul mantenimento dei 2.500 posti letto di residenze protette per anziani non autosufficienti e soprattutto non si parla della necessità di aumentare tali posti letto almeno fino a 3.500 per garantire a tutti gli anziani non autosufficienti già ricoverati l’assistenza necessaria. Non ci sono garanzie neanche per i 100 minuti di assistenza sanitaria e sociosanitaria da fornire quotidianamente al ricoverato anche se è un obbligo stabilito dalla stessa regione. Questo aspetto, si legge a pagina 130 del nuovo testo del Piano sanitario regionale, “resta subordinato al reperimento delle risorse finanziarie necessarie alla copertura dei costi”.
Questo è grave perché si ledono due principi basilari del Servizio sanitario: l’universalità e cioè che l’assistenza sanitaria va garantita a tutti; l’eguaglianza e cioè che a parità di condizioni sanitarie il trattamento è uguale per tutti. Per gli anziani non autosufficienti non è così. Alcuni sono assistiti ed altri no e tra quelli assistiti, pur avendone diritto, solo 350 ricevono 100 minuti giornalieri di assistenza gli altri solo 50 minuti.

Se una cosa del genere succedesse in ospedale succederebbe la rivoluzione, e allora facciamo scoppiare la rivoluzione anche per l’assistenza agli anziani non autosufficienti.

Come se ne esce? Modificando il Piano sanitario regionale. Al Consiglio regionale delle Marche chiediamo di prevedere tutta l’assistenza per tutti gli anziani non autosufficienti ospitati nelle case di riposo/residenze protette e cioè almeno 3.500 posti a cui garantire 100-120 minuti di assistenza giornalieri. I 100-120 minuti di assistenza vanno garantiti subito in quelle strutture che sono in grado di assicurare il livello assistenziale.

ANOSS Franco Pesaresi
CAT Fabio Ragaini
Coordinamento gestori strutture Romeo Pierandrei

Assistenza anziani nonautosufficienti. Il CAT scrive alla Corte dei Conti e alla Procura

Finanziamento per “Riqualificazione” Assistenza residenziale agli anziani. Mancata comunicazione da parte della regione Marche avvenuta spesa del fondo regionale (impegno anno 205).

Con la presente si intende segnalare ed evidenziare il comportamento della regione Marche che nel 2005 ha stanziato un fondo di 10 milioni di euro per aumentare il livello di assistenza sociosanitaria all’interno delle strutture residenziali che accolgono anziani malati non autosufficienti, finanziamento
rispetto al quale a tutt’oggi non si riesce ad avere un riscontro.

Al proposito si allegano la prima e l’ultima nostra lettera al riguardo (21 luglio 2006 e 6 luglio 2007) e la recente lettera del Difensore civico regionale (17 agosto 2007) cui ci eravamo rivolti al fine di sollecitare una risposta da parte delle Regione.

Vogliamo far notare che il problema non riguarda soltanto una elementare forma di correttezza e trasparenza cui sono tenute le pubbliche amministrazioni; la questione è di vitale importanza – e per questo un comitato di associazioni di volontariato e di utenti se ne occupano – perché il finanziamento riguarda l’aumento di assistenza a cittadini malati non autosufficienti che ne hanno vitale necessità.

A ciò si aggiunga, ad aumentarne la gravità, che l’aumento di assistenza finanziato con il fondo di cui sopra, porterebbe la stessa a coprire la metà di quella prevista per poco meno della metà di anziani non autosufficienti ricoverati presso strutture assistenziali. Per spiegarci meglio. A fronte di circa 4000 anziani non autosufficienti (il dato è fornito dalla stessa regione) ospiti di residenze circa 350 riceverebbero l’assistenza prevista dalla normativa regionale (indicata in 100-120 minuti al giorno); con il finanziamento regionale per altri 2.200 anziani si arriverebbe ad assicurare 50 minuti di assistenza (dunque la metà di quella prevista). Per i restanti malati (più di 1000) il finanziamento regionale non consente aumento di assistenza.

Dunque è evidente da un lato una situazione di previsione regionale assolutamente inaccettabile, dall’altro il fatto incredibile che giunti a settembre 2007 non riusciamo ancora a sapere se e da quando l’assistenza sociosanitaria ai 2200 ospiti è iniziata (che in alcuni casi significa recupero da parte degli utenti di una percentuale della quota, che non dovrebbe superare il 50% del costo complessivo, impropriamente
versata).

Per questo motivo continuando a non ricevere risposta a Voi ci rivolgiamo; certi di un vostro interessamento al riguardo, disponibili per ogni eventuale ulteriore chiarimento inviamo distinti saluti.

Preleva il documento completo dal sito del Gruppo Solidarietà

Ho presentato una PdL a sostegno della mobilità dei disabili intellettivi

Comunicato dell’Onorevole Cesare Campa di Forza Italia su una Proposta di Legge in favore dei disabili intellettivi

La presente proposta di legge nasce dall’esigenza di allargare la portata della normativa vigente in materia di strutture e di segnaletiche per la mobilità degli invalidi anche a quelle persone affette da disabilità mentale e cognitiva. Ad oggi, infatti, è innegabile che tale normativa pone una attenzione predominante per la sola disabilità fisico-motoria.

Pertanto, attraverso alcune modifiche all’articolo 381, del D.P.R. 16 dicembre 1992, n. 495 – Regolamento di esecuzione e di attuazione del nuovo codice della strada, si è inteso includere fra le persone invalide con capacità di deambulazione sensibilmente ridotta, anche i possessori di requisiti di invalidità tale da essere effettivamente in condizione di difficoltà negli spostamenti. Accade infatti che persone affette da autismo, le quali necessitano di essere accompagnate, anche per una delle più banali azioni quotidiane che un normododato può compiere nella propria autosufficienza, si trovino in evidenti difficoltà negli spostamenti (art 1, co. 1).

Una ulteriore modifica riguarda, l’autorizzazione rilasciata dal sindaco, dell’apposito contrassegno invalidi, utilizzato dalle persone invalide e necessario per sia per la viabilità dell’automezzo di trasporto che utilizzano, sia per i parcheggi a loro riservati, includendo fra le invalidità anche le persone con handicap cognitivo, intellettivo o mentale(art 1, co. 2, 1° cpv.).

Infine si prevede l’estensione del predetto contrassegno, attraverso il rilascio del sindaco, anche per le associazioni, le onlus e le cooperative sociali che operano all’interno del Comune e che sono riconosciute come promotrici dell’integrazione del disabile o che forniscono servizi socio-sanitari o di trasporto convenzionato al medesimo Comune. Tale contrassegno dovrà essere assegnato in base al veicolo intestatario e non alla persona disabile (art 1, co. 2, 2° cpv.).

In definitiva, con la presente proposta di legge si stabiliscono nuove e più sistematiche norme volte a garantire sia un utilizzo del contrassegno di disabilità più efficiente che consente di beneficiarne anche per coloro che svolgono attività assistenziali e di volontariato, sia attraverso una più attenta tutela di persone che soffrono di particolari e gravi forme di invalidità, includendoli all’interno della legislazione corrente in materia di strutture e di segnaletica per la mobilità delle persone.

On. Cesare Campa

Piano sanitario della regione Marche. La posizione di CGIL-CISL-UIL

Sul sito del Gruppo Solidarietà riporta la nota presentata il 5 luglio dai sindacati confederali in occasione delle Audizioni sul nuovo Piano sanitario regionale. Una posizione assai chiara che sembra
smentire il tono entusiastico del comunicato, dello stesso giorno, dell’assessore regionale alla salute Almerino Mezzolani nel quale si affermava:

“Apprezzati i contenuti innovativi. Un piano apprezzato da tutti, dal forte tratto innovativo per i contenuti e le analisi che giustificano anche
la corposità del documento”.

Sul sito del Gruppo Solidarietà sono già state riportate le posizioni del Comitato Associazioni Tutela (CAT) che ha promosso una protesta con l’invio di note di disapprovazione riguardanti il percorso del Piano. Si segnala, sempre riportata, la nota del Difensore civico regionale.

Vogliamo ricordare perché si è trattato e si tratta di un fatto sgradevolissimo il percorso del Piano. Tra il testo, non va dimenticato di 1700 pagine, approvato dalla giunta e le Audizioni della Commissione sono passati 15 giorni. Pochi di più da quelli della delibera del 29 maggio poi sostituita il 18 giugno. Il testo deliberato dalla giunta non risulta essere stato oggetto di consultazione. Dunque la possibilità di essere letto, approfondito, discusso, posto all’attenzione, emendato, è stata ristretta a non più di una decina di giorni. Non si ricorda di precedenti Piani e di atti di questa importanza che abbiano avuto questo iter. E’ evidente che tutto ciò non riguarda la forma ma la sostanza (Fabio Ragaini)

Regione Marche. Regolamento accesso prestazioni residenziali interregionali

Sul sito del Gruppo Solidarietà è disponibile la delibera della Giunta della Regione Marche relativa alla Regolamentazione dell’accesso alle prestazioni residenziali in regime di mobilità sanitaria interregionale

Marche. Integrazione sociosanitaria. Indirizzi regionali

Il Difensore Civico regionale sul Piano sanitario delle Marche

In tre giorni, dal 4 al 6 luglio, la Quinta commissione del Consiglio regionale ha convocato centinaia di soggetti, compreso il difensore civico, per ascoltare le loro osservazioni sul nuovo Piano sanitario regionale. Se la maggior parte di essi dovesse davvero intervenire ciascuno avrebbe a disposizione pochi secondi di tempo. Il testo del Piano è stato messo a disposizione dalla Giunta regionale, su internet, da qualche giorno appena. Sono 1700 pagine eventualmente da stampare in proprio. Il CAT, Comitato associazioni di tutela, osserva che ben pochi avranno avuto tempo e modo di rifletterci o anche solo di leggerle.

Fino a qualche settimana fa nelle città delle Marche campeggiavano dei manifesti sul nuovo PSR, nei quali c’era scritto che il cittadino sarebbe stato al centro del sistema. Ciò che è evidente raccogliendo le segnalazioni della cittadinanza è che su alcuni aspetti la sanità è carente. Come ufficio del difensore civico, per esempio, constatiamo quotidianamente gli effetti di una diffusa disorganizzazione: dalla scarsa trasparenza, ai ritardi, ai veri e propri errori.
Inoltre registriamo una quota di domanda di tutela e di prestazioni largamente disattesa. Detto che il mestiere di chi governa è distribuire risorse limitate, quando la coperta è troppo corta, se la tiri sulle spalle rimangono scoperti i piedi. Parliamo di procedure: per garantire quantomeno i diritti si dovrebbe far bene i conti con le persone che soffrono per colpa di queste carenze. Cominciare dai piedi, appunto.

Il difensore civico regionale
avv. Samuele Animali