Appunti sulle politiche sociali – n. 5/2008

Appunti sulle politiche sociali è un bimestrale del Gruppo Solidarietà, Via Fornace 23, 60030 Moie di Maiolati (AN). Tel. e fax 0731.703327, grusol@grusol.it, http://www.grusol.it

Giovanni Nervo, Ha un futuro il volontariato?
il volontariato ha un futuro perché ci saranno sempre sofferenze da consolare, persone in difficoltà da sostenere e aiutare e desiderio di condividere con altri cultura e amicizia. Ma potrebbe diventare anche, inconsapevolmente, un elemento di conservazione se fosse usato per riempire i vuoti delle istituzioni che non fanno il loro dovere, o fosse riconosciuto solo come ammortizzatore sociale a basso costo delle tensioni sociali che eccessive disuguaglianze sociali e inefficienze delle istituzioni inevitabilmente provocano

Mauro Perino, Buoni servizio: contributi in denaro o titoli di credito?
L’analisi delle esperienze attuate in Italia possono permetterci di verificare se, attraverso l’utilizzo dei titoli o dei contributi economici per l’acquisto dei servizi, aumentano le possibilità di scelta dei cittadini e se lo sviluppo di una pluralità di soggetti erogatori di servizi, in competizione tra loro, può determinare un risparmio dei costi ed un miglioramento della qualità delle prestazioni

Antonio Saccardo, Persona, disabilità, lavoro: una sfida continua
Investire sull’inclusione lavorativa delle persone con disabilità, per quanto controcorrente, è un investimento per un mondo sostenibile nel futuro per tutti noi. Investire sulla disabilità può essere utile a tutti, perché questa condizione, proprio in quanto segnata dalla mancanza e non dalla pienezza, appare come un potente antidoto ai rischi di un’involuzione “antiumana” della nostra società

Fabio Ragaini, I servizi territoriali per la disabilità nella programmazione della regione Marche
L’analisi degli interventi e servizi sociosanitari territoriali previsti nella programmazione della regione Marche evidenzia la mancanza di unitarietà. Una frammentarietà e settorialità che si ripercuote potentemente nella organizzazione del sistema dei servizi a livello locale

Novità editoriale. La cura della vita nella disabilità e malattia cronica

Leggi la rivista sul sito del Gruppo solidarietà

La cura della vita nella disabilità e nella malattia cronica

AA.VV., La cura della vita nella disabilità e nella malattia cronica, Castelplanio 2008, p. 112, euro 11.00.

La “relazione di aiuto”, la “relazione che cura”, la “relazione tra curante e curato” è il cuore della pubblicazione. Là dove il curato può essere ricondotto al malato o al disabile e dove il curante può essere il medico, l’operatore sanitario, l’educatore, il volontario, l’amico, il parente. Relazioni che rimandano ad una asimmetria, ad una impossibile parità. L’invito è quello di vedere oltre la malattia, la
limitatezza, la disabilità, la patologia, per arrivare alla persona – alla donna e l’uomo con un nome ed un cognome – con i suoi bisogni, i suoi desideri, le sue necessità. Vedere oltre, questa è la richiesta,
l’invito. Un invito ai curanti perché in quel vedere oltre c’è anche un vedere dentro di sé, volgersi verso i propri sentimenti ed emozioni. C’è una relazione che cura e che guarisce anche quando, paradossalmente, davanti a noi c’è una persona inguaribile. Quando l’altro cessa di essere una malattia, una patologia, una insufficienza. Ricompare, allora, l’umano. Un umano che ci mette davanti alle nostre difficoltà e paure – che possono assumere la maschera del distacco, fino, a volte,
alla supponenza – che ci fa sperimentare più spesso l’impotenza. A volte ci viene richiesto soltanto di esserci: presenti e silenziosi.
L’incontro con la debolezza e la sofferenza può diventare anche l’incontro con noi stessi con le nostre fragilità e in-certezze; le nostre incapacità di ascolto. La nostra paura di farci “spazi vuoti” per
accogliere l’altro. Un incontro che può condurci alla conoscenza dell’altro. Il testo, nel quale – vale la pena ricordarlo – non c’è alcun rifiuto di competenze e specializzazioni, vuole essere un invito a
farci attraversare dall’altro, a fargli posto, un altro che non deve scomparire dietro una diagnosi o una patologia. Un altro che rendendoci meno sicuri e più incerti, può restituirci, nei nostri ruoli, un po’ di
umanità. Di questo, ci pare, c’è grande bisogno all’interno delle “istituzioni che curano”, siano esse ospedali, residenze sanitarie, servizi socio educativi. Luoghi accoglienti e non giudicanti; luoghi
umanizzanti per gli stessi curanti.

Interventi di: Andrea Canevaro, Roberto Franchini, Vanna Iori, Ivo Lizzola, Antonio Valentini, Riziero Zucchi.

Per Maggiori informaizoni: http://www.grusol.it

Disabilità. Da ritardo mentale a disabilità intellettiva

Nuova dicitura per il ritardo mentale: comprendere il passaggio verso il termine disabilità intellettiva

Introduzione e rassegna generale

Nel campo della disabilità intellettiva/ritardo mentale si segnala una considerevole e intensa discussione circa il costrutto di disabilità, il modo in cui la disabilità intellettiva si adatta all’interno del costrutto generale di disabilità e l’utilizzo del termine disabilità intellettiva (Glidden, 2006; Greenspan, 2006; MacMillan, Siperstein e Leffert, 2006; Schalock e Luckasson, 2004; Switzky e Greenspan, 2006b). Questa discussione emerge nel contesto delle fondamenta filosofiche ed epistemologiche dei concetti di disabilità intellettiva e ritardo mentale (Switzky e Greenspan, 2006a).

Sempre più, il termine disabilità intellettiva viene utilizzato al posto di ritardo mentale. Questa transizione terminologica è visibile nelle denominazioni delle organizzazioni (es., l’American Association on Intellectual and Developmental Disabilities–AAIDD, l’International Association for the Scientific Study of Intellectual Disabilities, il President’s Committee for People With Intellectual Disabilities), nei titoli di giornali e nelle ricerche pubblicate (Parmenter, 2004; Schroeder, Gertz e Velazquez, 2002). Sono emerse diverse domande in seguito all’utilizzo sempre maggiore del termine disabilità intellettiva:

  • Perché il termine disabilità intellettiva viene attualmente preferito rispetto al termine ritardo mentale?
  • In che modo l’utilizzo del termine disabilità intellettiva potrebbe avere un effetto sull’attuale definizione di ritardo mentale?
  • In che modo l’utilizzo del termine disabilità intellettiva potrebbe avere un impatto sui soggetti diagnosticati come affetti da ritardo mentale o sui soggetti che presentano i requisiti per una diagnosi di ritardo mentale?

L’obiettivo di questo articolo è chiarire il passaggio verso il termine disabilità intellettiva. Al centro di questa transizione si trova il concetto che questo termine copre la stessa popolazione di soggetti che in passato è stata diagnosticata come affetta da ritardo mentale in numero, tipologia, livello, tipo e durata di disabilità e riconosce la stessa necessità che i soggetti con questa disabilità hanno di servizi e supporti individualizzati. Inoltre, ogni soggetto che presenta o presentava i requisiti per una diagnosi di ritardo mentale, presenta i requisiti per una diagnosi di disabilità intellettiva.

Inoltre, in questo articolo verrà esaminato il motivo per cui il settore si sta spostando verso il termine disabilità intellettiva. Una maggiore comprensione si basa su una chiara distinzione tra il costrutto utilizzato per descrivere un fenomeno, il termine utilizzato per definire il fenomeno e la definizione utilizzata per spiegare in maniera precisa il termine e stabilire il significato e i confini del termine. In questa pubblicazione verrà presentato il primo articolo appartenente a una serie pianificata da parte della AAIDD Committee on Terminology and Classification nella quale si desidera condividere pensieri e quesiti in veste di contributi destinati al campo di ricerca, prima della prevista pubblicazione nell’anno 2009/2010 dell’undicesima edizione del manuale di definizione, classificazione e sistemi di sostegno (The Manual).

Scarica l’articolo completo in formato PDF dal sito del Gruppo Solidarietà

Notizie dal Gruppo Solidarietà del 01/03/2008

Notizie dal Gruppo Solidarietà del 22/02/2008

Notizie dal Gruppo Solidarietà del 10/01/2008

Fare differenze Indicatori per l’inclusione scolastica degli alunni con bisogni educativi speciali

di Fabio Dovigo
pp.152
€ 18,50
Erickson 2007
www.erickson.it

«Fare differenze a scuola per molti insegnanti è ancora un tabù: in classe non si fanno preferenze, gli alunni sono tutti uguali. Sappiamo bene però che non è così, gli alunni non sono tutti uguali e questa diversità non va occultata (magari sotto un grembiule), ma ascoltata e interpretata nel suo porre domande che non sempre hanno facili risposte o risposte “standard”.»
Lavorare per indicatori significa confrontarsi con questa diversità, significa creare un lessico comune dell’inclusione, leggere nel proprio contesto quali elementi connotano culture, politiche e pratiche inclusive (e quali individuano con precisione le aree critiche), attivare risorse implicite, stimolare la partecipazione attiva e la responsabilità di tutti alla riflessione sulla scuola, ponendosi nell’ottica di ascoltatori sensibili, disposti all’innovazione all’interno della propria realtà scolastica.
L’utilizzo degli indicatori diventa allora uno strumento importante per la promozione dell’inclusione come pratica consapevole e fondata, per «fare la differenza», ossia lavorare efficacemente per trasformare davvero la scuola in un posto per tutti.

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La logica sociale dell’aiuto Fondamenti per una teoria relazionale del welfare

di Fabio Folgheraiter

Erickson pp. 712
Prezzo: € 38,00
www.erickson.it

La logica sociale e la logica sanitaria convivono nell’agire dei diversi professionisti dell’aiuto. La prima fa leva sulla forza delle relazioni sociali, la seconda sulla forza dei trattamenti tecnici codificati. Queste logiche a volte entrano in sinergia, producendo le «buone pratiche» esistenti, altre volte cozzano tra loro.
In questo caso, è l’agire più intuitivo, quello clinico-sanitario, che si impone con il peso della sua tradizione e del suo prestigio.
Il risultato è che molteplici potenzialità presenti nel «sociale» si spengono.
In questa sua opera fondamentale, Fabio Folgheraiter va alla radice del paradigma sociale dell’aiutare, lo rende finalmente chiaro e ne dimostra l’importanza per il welfare del futuro.

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Il portfolio per l'alunno disabile – Uno strumento di valutazione autentica e orientativa

di Marisa Pavone

Erickson, 2007
pp. 212 – € 18,50

www.erickson.it

Un uso intelligente del portfolio nella scuola rappresenta un’opportunità importante per rileggere e riconsiderare gli obiettivi formativi degli alunni disabili. Questo strumento costituisce l’occasione per accedere a una valutazione meno incentrata sulla tradizionale registrazione del livello di conoscenze e competenze raggiunto (o spesso mancato, nel caso degli alunni disabili), più aperta a rilevare e valorizzare le risorse e le acquisizioni, anche informali, più sensibile nel cogliere le dimensioni metodologiche, processuali e metacognitive dell’apprendimento, più attenta alla condivisione, alla discussione e, in una prospettiva inclusiva, alla rilevanza sociale dei traguardi di ognuno.
Il volume mette in luce il potenziale innovativo del portfolio come strumento fortemente educativo, formativo, orientativo (nell’ottica del progetto di vita) e inclusivo, offrendo all’insegnante e all’educatore un’ampia gamma di stimoli teorici e indicazioni operative per una sua introduzione significativa e creativa nella prassi scolastica con gli alunni disabili.

Preleva l’introduzione del libro dal sito del Gruppo Solidarietà

OFFERTA SPECIALE PUBBLICAZIONI SULL'HANDICAP DEL GRUPPO SOLIDARIETA'

Il Gruppo Solidarietà offre in offerta speciale alcune sue pubblicazioni sui temi dell’handicap. Si tratta di sei volumi che analizzano e affrontano i temi dell’integrazione scolastica, lavorativa e più in generale la risposta a situazioni di gravità. I libri possono rappresentare un’utile guida sia per una prima conoscenza che per un’approfondimento dei temi trattati. Ogni volume segue un percorso che va dall’analisi del tema a partire dalle esigenze delle persone, successivamente viene analizzato il quadro normativo verificandone potenzialità e limiti concludendo con la presentazione di esperienze significative. In tutti i libri è presente una appendice bibliografica mirata per successivi approfondimenti.

VOLUMI IN OFFERTA SPECIALE

AA.VV., Lavoro un diritto di tutti: anche delle persone handicappate, pag. 112, 1996, € 7,75
AA.VV., Handicap intellettivo grave e servizi: quali risposte dopo la scuola dell’obbligo?, pag. 112, 1997, € 7,75
AA.VV., Handicap e scuola: l’integrazione possibile, pag. 128, 1998, € 8,78
AA.VV., Handicap servizi qualità della vita, pag. 96, 2001, € 6,71
AA.VV., Handicap grave, autonomia e vita indipendente, pag. 96, 2001, € 6,71
AA.VV., Disabilità. Dalla scuola al lavoro, pag. 112, 2006, € 10,00

I sei volumi vengono offerti al prezzo speciale di Euro 24,00 (comprese le spese di spedizione).

Per maggiori informazioni vai sul sito del Gruppo Solidarietà