Notizie dal Gruppo Solidarietà del 22/02/2008

Notizie dal Gruppo Solidarietà del 04/02/2008

Notizie dal Gruppo Solidarietà del 27/01/2008

Notizie dal Gruppo Solidarietà del 20/01/2008

Le novità del sito del Gruppo Solidarietà al 23/12/2007

Anziani non autosufficienti nelle Marche. Modificare il Piano sanitario regionale per garantire diritti e assistenza adeguata

Il Piano sanitario marchigiano 2003-2006 ha previsto per gli anziani non autosufficienti 2.500 posti letto nelle Residenze protette. Pochi, tenuto conto che secondo la Regione nelle case di riposo sono ospitati oltre 4.000 anziani non autosufficienti. Per i non addetti ai lavori occorre precisare che nelle residenze protette, rispetto alle case di riposo, viene garantita a carico del servizio sanitario l’assistenza infermieristica e sociosanitaria a cui hanno diritto tutte le persone non autosufficienti. Il che significa più assistenza e meno oneri per gli anziani ospitati nelle strutture.

Sempre in base alle norme regionali, nelle Residenze protette (RP) occorre garantire 100 minuti di assistenza sociosanitaria giornaliera (120 per l’Alzheimer) di cui 20 di assistenza infermieristica. All’utente, in questo quadro, spetta di pagare a regime 33 euro al giorno.

In questi anni, quanto previsto dalla Regione non si è realizzato: non si sono attivati tutti i posti letto di residenza protetta previsti, l’assistenza agli anziani nella gran parte dei casi si è limitata a garantire la metà di quanto dovuto e cioè solo 50 minuti di assistenza al giorno invece dei previsti 100 minuti e le rette per gli utenti hanno continuato a variare superando i 33 euro giornalieri previsti.

In questo quadro già di per sé insoddisfacente, il nuovo Piano sanitario regionale approvato recentemente dalla Commissione Consiliare fa fare addirittura dei passi indietro per quel che riguarda l’assistenza agli anziani non autosufficienti. Nel nuovo testo, infatti, non ci sono garanzie sul mantenimento dei 2.500 posti letto di residenze protette per anziani non autosufficienti e soprattutto non si parla della necessità di aumentare tali posti letto almeno fino a 3.500 per garantire a tutti gli anziani non autosufficienti già ricoverati l’assistenza necessaria. Non ci sono garanzie neanche per i 100 minuti di assistenza sanitaria e sociosanitaria da fornire quotidianamente al ricoverato anche se è un obbligo stabilito dalla stessa regione. Questo aspetto, si legge a pagina 130 del nuovo testo del Piano sanitario regionale, “resta subordinato al reperimento delle risorse finanziarie necessarie alla copertura dei costi”.
Questo è grave perché si ledono due principi basilari del Servizio sanitario: l’universalità e cioè che l’assistenza sanitaria va garantita a tutti; l’eguaglianza e cioè che a parità di condizioni sanitarie il trattamento è uguale per tutti. Per gli anziani non autosufficienti non è così. Alcuni sono assistiti ed altri no e tra quelli assistiti, pur avendone diritto, solo 350 ricevono 100 minuti giornalieri di assistenza gli altri solo 50 minuti.

Se una cosa del genere succedesse in ospedale succederebbe la rivoluzione, e allora facciamo scoppiare la rivoluzione anche per l’assistenza agli anziani non autosufficienti.

Come se ne esce? Modificando il Piano sanitario regionale. Al Consiglio regionale delle Marche chiediamo di prevedere tutta l’assistenza per tutti gli anziani non autosufficienti ospitati nelle case di riposo/residenze protette e cioè almeno 3.500 posti a cui garantire 100-120 minuti di assistenza giornalieri. I 100-120 minuti di assistenza vanno garantiti subito in quelle strutture che sono in grado di assicurare il livello assistenziale.

ANOSS Franco Pesaresi
CAT Fabio Ragaini
Coordinamento gestori strutture Romeo Pierandrei

Assistenza anziani nonautosufficienti. Il CAT scrive alla Corte dei Conti e alla Procura

Finanziamento per “Riqualificazione” Assistenza residenziale agli anziani. Mancata comunicazione da parte della regione Marche avvenuta spesa del fondo regionale (impegno anno 205).

Con la presente si intende segnalare ed evidenziare il comportamento della regione Marche che nel 2005 ha stanziato un fondo di 10 milioni di euro per aumentare il livello di assistenza sociosanitaria all’interno delle strutture residenziali che accolgono anziani malati non autosufficienti, finanziamento
rispetto al quale a tutt’oggi non si riesce ad avere un riscontro.

Al proposito si allegano la prima e l’ultima nostra lettera al riguardo (21 luglio 2006 e 6 luglio 2007) e la recente lettera del Difensore civico regionale (17 agosto 2007) cui ci eravamo rivolti al fine di sollecitare una risposta da parte delle Regione.

Vogliamo far notare che il problema non riguarda soltanto una elementare forma di correttezza e trasparenza cui sono tenute le pubbliche amministrazioni; la questione è di vitale importanza - e per questo un comitato di associazioni di volontariato e di utenti se ne occupano - perché il finanziamento riguarda l’aumento di assistenza a cittadini malati non autosufficienti che ne hanno vitale necessità.

A ciò si aggiunga, ad aumentarne la gravità, che l’aumento di assistenza finanziato con il fondo di cui sopra, porterebbe la stessa a coprire la metà di quella prevista per poco meno della metà di anziani non autosufficienti ricoverati presso strutture assistenziali. Per spiegarci meglio. A fronte di circa 4000 anziani non autosufficienti (il dato è fornito dalla stessa regione) ospiti di residenze circa 350 riceverebbero l’assistenza prevista dalla normativa regionale (indicata in 100-120 minuti al giorno); con il finanziamento regionale per altri 2.200 anziani si arriverebbe ad assicurare 50 minuti di assistenza (dunque la metà di quella prevista). Per i restanti malati (più di 1000) il finanziamento regionale non consente aumento di assistenza.

Dunque è evidente da un lato una situazione di previsione regionale assolutamente inaccettabile, dall’altro il fatto incredibile che giunti a settembre 2007 non riusciamo ancora a sapere se e da quando l’assistenza sociosanitaria ai 2200 ospiti è iniziata (che in alcuni casi significa recupero da parte degli utenti di una percentuale della quota, che non dovrebbe superare il 50% del costo complessivo, impropriamente
versata).

Per questo motivo continuando a non ricevere risposta a Voi ci rivolgiamo; certi di un vostro interessamento al riguardo, disponibili per ogni eventuale ulteriore chiarimento inviamo distinti saluti.

Preleva il documento completo dal sito del Gruppo Solidarietà

Piano sanitario della Regione Marche. Un incredibile pressappochismo

E’ davvero stupefacente la situazione riguardante il Piano sanitario della Regione Marche. Una situazione davvero imbarazzante.
Nel febbraio scorso la giunta regionale ha deliberato una proposta di piano che per essere approvata doveva passare al vaglio della Commissione Consiliare e poi del Consiglio.
Lo scorso 29 maggio la giunta ha proposto un nuovo testo inviato all’esame della Commissione Competente; il testo si componeva di 538 pagine una mole che rende difficoltosa la lettura, l’esame e i necessari emendamenti; ora a pochi giorni dalle audizioni della Commissione si scopre che lo stesso Atto amministrativo ha un nuovo contenuto frutto di un’altra delibera della giunta datata 18 giugno. Delibera che è costituita da 1700 pagine. Ovviamente il testo è sul sito della regione. Chi lo stampa, chi lo legge?
Come è pensabile di approfondire i contenuti del Piano, portare dei contributi in una situazione come questa?
Il Comitato associazioni tutela aveva espresso all’indomani della prima delibera un parere del tutto negativo considerata la genericità del contenuto. Non era presente alcuna chiara indicazione programmatica per rispondere ai bisogni di salute dei cittadini in maggiore difficoltà. Alla luce dei fatti sopra descritti non si può che denunciare una situazione che di fatto impedisce (ripetiamo che la nuova delibera appena presentata è costituita da 1700 pagine) ogni partecipazione.
Non possiamo pertanto che denunciare tale imbarazzante situazione; è davvero incredibile come un atto così importante come il Piano sanitario, di fatto venga reso inaccessibile, con una continua modificazione-sostituzione degli atti che ne rendono impossibile l’approfondimento da un lato; ma che segnalano al contempo una modalità di lavoro che certamente impressiona per pressappochismo.

Comitato Associazioni Tutela
Associazioni aderenti:
Aism Regionale
Alzheimer Marche
Anffas Jesi
Anglat Marche
Angsa Marche
Ass. Free Woman
Ass. La Crisalide
Ass. La Meridiana
Ass. Libera Mente
Ass. Paraplegici Marche
Centro H
Gruppo Solidarietà
Tribunale della salute Ancona
Uildm Ancona

Guida ai diritti, ai servizi, agli interventi e prestazioni sanitarie e sociosanitarie

E’ stato redatto dal Comitato Associazioni Tutela (CAT) l’opuscolo dal titolo: Guida ai diritti, ai servizi, agli interventi e prestazioni sanitarie e sociosanitarie

Sempre più spesso alle nostre associazioni si rivolgono persone che hanno un congiunto con una grave malattia che produce non autosufficienza e non trovano risposte adeguate rispetto ai loro bisogni di cura.
Così come capita con frequenza che alla dimissione dall’ospedale - pur continuando ad avere necessità di cure - al malato ed ai loro familiari non vengano fornite tutte le informazioni necessarie rispetto alle risposte che il servizio sanitario è tenuto a dare. In maniera identica riscontriamo spesso la mancata informazione, da parte delle istituzioni, ai malati che necessitano di accedere al sistema sociosanitario residenziale assimilando strutture rivolte a soggetti autosufficienti a quelle per non autosufficienti.
Questo accade perché nella maggioranza dei casi i cittadini non conoscono quali sono i loro effettivi diritti. L’obiettivo di questo opuscolo - redatto da un gruppo di associazioni di volontariato della regione Marche - è proprio quello di aiutare i cittadini (e i loro familiari) a conoscere quali sono i loro diritti così che possono districarsi all’interno della normativa sanitaria e sociosanitaria nazionale e regionale.
Nella lettura si deve tenere conto che alcune normative hanno carattere nazionale, molte altre invece si rifanno
a specifiche norme della regione Marche che regolamentano l’organizzazione e la modalità di erogazione degli interventi.
Comitato associazioni tutela (CAT)

Preleva la Guida ai diritti, ai servizi, agli interventi e prestazioni sanitarie e sociosanitarie